skin ad link

Training Autogeno Dr. Swan

IL TRAINING AUTOGENO:

UNA MERAVIGLIOSA TECNICA DI RILASSAMENTO

 

PRIMO INCONTRO:

MERCOLEDì 20 SETTEMBRE ORE 18:00

(E’ CONSIGLIATO UN ABBIGLIAMENTO COMODO)

 

volantino-generico-ta-ok-x-sito

Da quattro anni pratico e insegno il Training Autogeno e nonostante nel tempo mi sia avvicinato a tante altre tecniche di rilassamento, sono sempre più convinto che sia la migliore.

Negli anni ho perfezionato la tecnica e approfondito l’argomento, senza mai perdere il fascino e l’entusiasmo che mi aveva suscitato il primo giorno che ci entrai in contatto.

La prima volta che mi somministrarono l’esercizio di base 1 (la pesantezza, il rilassamento muscolare, la quiete del sistema nervoso scheletrico motorio, quello volontario) compresi immediatamente l’immediatezza e la forza di questa tecnica.

Da quel giorno mi si è aperto un mondo che non si è mai chiuso e, grazie anche a “il centro psicosociale”, l’associazione per la salute del corpo e della mente che dirigo,  il mio percorso di formazione è andato avanti, entrando in contatto con svariate realtà, ma nonostante questo, il Training Autogeno che si impara nel mio corso è rimasto immutato a quello originale; la tecnica che si impara nei miei gruppi è quella che insegnava lo psichiatra e psicoterapeuta Johannes Heinrich Schultz circa cento anni fa.

Il Training Autogeno è una tecnica che connette con il corpo, qualcuno l’ha definita come “specchio verso l’interiore” (dove interiore è il funzionamento del corpo, le risposte fisiologiche che si attivano a causa di certi eventi), un automonitoraggio. Il corpo prima della mente.

Gli esercizi del Training Autogeno lavorano su quelle parti del corpo che più accusano lo stress e il corretto svolgimento dei proponimenti permette di riequilibrare l’intero funzionamento del corpo.

Quando si parla di “automonitoraggio” si vuole dire che il corpo, a seconda della situazione che stiamo vivendo, si attiva, impiegando, nella maggior parte dei casi, delle energie. Se questa attivazione è motivata, da una necessità o da un pericolo è indispensabile che avvenga, ma se il problema non dovesse essere reale e stiamo attivando il nostro corpo inutilmente, alla lunga, col passare del tempo, questa macchina perfetta potrebbe finire per stancarsi e ammalarsi.

Portare attenzione ai messaggi che il corpo ci manda, imparare ad ascoltarlo, significa prevenire le malattie. Rimanere sordi davanti ai messaggi che il corpo ci manda significa predisporsi alla patologia.

Presi dalla frenesia della vita moderna, correre senza fermarsi ad ascoltare il corpo, ricercare il soddisfacimento di un desiderio nato dalla mente e non dal corpo può condurci ad ammalarci; i messaggi che il corpo ci manda sono premonitori, essenziali, e se non uditi, alla lunga, creano inevitabilmente una patologia, più o meno grave.

Anche la medicina comincia lentamente ad accorgersi che la qualità della vita è alla base della salute fisica.

Quanto poniamo il nostro corpo in situazioni di stress esponendolo a sforzi inutili, e quanto questi sforzi, alla lunga, si trasformano in un’alterazione funzionale dell’organismo? Se Schultz potesse leggere “il Cervello Anarchico” del Professor Enzo Soresi ne rimarrebbe entusiasta. La PNEI Psico Neuro Endocrino Immunologia (una disciplina che si occupa delle relazioni tra psiche e i sistemi di regolazione fisiologica che costituiscono l’organismo umano: quello endocrino, quello nervoso e quello immunitario) ne è la conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, di quello che il professor Shultz diceva quasi cento anni fa.

Il percorso da me proposto prevede otto incontri, individuali o di gruppo, all’interno dei quali affronteremo gradualmente, e nel seguente ordine, i vari esercizi ideati proprio da J.H. Shultz: esercizi di base, esercizi complementari e esercizi supplementari. Già dal quinto incontro i partecipanti saranno in grado di padroneggiare la tecnica completa (per una buona riuscita del corso è indispensabile che l’allieva/o esegua periodicamente gli esercizi a casa, almeno nel periodo del corso). Gli ultimi tre incontri, per esperienza personale, ho deciso di lasciarli a quegli aspetti che appaiono secondari ma non lo sono affatto.

Ebbene sì, il Training Autogeno è una tecnica validata scientificamente, un’apposita macchina (chiamata rilevatore psicofisiologico, biofeedback-retroazione biologica) valuta il livello di gestione dell’ansia in un soggetto (lo strumento lavora essenzialmente su quattro misurazioni: sudore, contrazione dei muscoli frontali, temperatura corporea e battito cardiaco; volgarmente è conosciuta come “macchina della verità”, che i più avranno visto in qualche film), ecco quindi che è possibile “misurare” l’ansia in maniera scientifica ma, come brevemente accennato sopra, le risposte del corpo sono solo un risultato, di un messaggio che spesso parte dall’alto, dal cervello. Appare pertanto inevitabile il dover lavorare sulla qualità del messaggio che esso stesso invia; caratteristica dell’intelligente emotivo è infatti proprio quella di saper trasformare un pensiero triste in uno quanto meno sereno.

Pertanto superato il quinto incontro e imparata bene la tecnica lasceremo lo spazio alla musica e alle immagini rasserenatrici, che, finito il corso, saranno quelle che ci aiuteranno a ristabilire la calma (la quiete organica), in una di quelle giornate in cui tutte sembra andare il verso sbagliato (questo avverrà con l’ausilio di videoproiettore e altri strumenti elettronici nelle lezioni numero sei e sette).

Per tutte le info potete visitare il sito: www.ilcentroviareggio.it

oppure scrivetemi all’indirizzo di posta elettronica: ilcentropsicosociale@gmail.com

daviddanielswan@gmail.com

oppure numero privato: 333 5358407